LumiDolls, già chiusa la casa delle bambole robot

Come avrete sicuramente sentito recentemente a Torino era stata aperta LumiDolls una casa di appuntamenti la cui peculiarità era quella di avere come “impiegate” delle bambole robot di ultima generazione. Una novità che aveva fatto decisamente scalpore fra pareri positivi e contestazioni, ma che a quanto pare ha avuto vita breve.

Non è durata più di una settimana infatti la casa delle sexy robot, che pochi giorni dopo l’apertura, si è vista far visita dalla polizia municipale accompagnata dai tecnici degli uffici della Asl. I locali sono stati controllati da cima a fondo e le bambole sequestrate per ulteriori esami.

La denuncia sembra essere stata fatta proprio a causa di una non sufficiente igienizzazione delle bambole, prive fra le altre cose di etichette che ne identificassero il materiale. Sono state inoltre mosse accuse di attività abusiva ai proprietari di LumiDolls per non aver comunicato alle autorità preposte in forma telematica i nominativi dei clienti del locale.

Insomma un duro colpo per chi aveva già cominciato ad intravvedere un rapporto più intimo fra uomo e macchina, come nei più classici film della fantascienza Scottiana. La società distopica immaginata dall’ autore Philip K. Dick è quindi ancora lontana dall’ essere realizzata a causa di una banale mancanza di etichettatura dei materiali delle bambole.

Ironico che sia la LumiDolls resta comunque un tentativo apprezzabile di limitare la prostituzione, che se ben realizzato potrebbe essere una risposta valida ad un problema che ogni anno causa tante vittime e sfruttamento. Chissà cosa ci riserverà il futuro, noi nel dubbio ci prepariamo psicologicamente.

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